Ciao! 👋 Il numero scorso si chiudeva sul prezzo dello spazio: terra, corrente, permessi. Questa settimana il conto è arrivato in un posto più scomodo, e meno fotografabile: il rendiconto finanziario. Per la prima volta una delle cinque grandi chiude un trimestre bruciando cassa per costruire AI. ☕️
Avviso di metodo, come sempre. I dati di bilancio vengono dai comunicati societari; il resto da stampa e da ricerca di sicurezza, e dove non ho trovato un riscontro indipendente lo scrivo accanto al numero. Questo numero esce il sabato: il 19 era uscito il venerdì, quindi qui trovate anche le cose uscite dopo la sua chiusura. 🔍
📉 Meta: 64,6 miliardi di ricavi, meno 2,12 di cassa

Il 21 ottobre Meta ha pubblicato il terzo trimestre. I ricavi crescono del 26% a 64,6 miliardi di dollari, sopra i 63,3 attesi dagli analisti. Ma sotto la riga dei ricavi il quadro cambia:
- 💸 Flusso di cassa libero: meno 2,12 miliardi, contro un più 10,63 di un anno prima. Il flusso operativo (32,79 miliardi) non è bastato a coprire i 34,91 miliardi di investimenti del trimestre, compresi i canoni dei leasing finanziari.
- ⚖️ L'utile operativo scende a 12,99 miliardi da 20,54, appesantito da un onere legale di circa 9,89 miliardi per l'accordo con 52 stati americani.
- 🧱 La guida sugli investimenti 2026 resta 135-145 miliardi, con il 2027 annunciato ancora aggressivo.
- 🧾 Nel trimestre Meta non ha riacquistato azioni proprie. Ha invece annunciato una nuova classe C senza diritto di voto, utilizzabile per raccogliere capitale, pagare i dipendenti e finanziare acquisizioni, e un frazionamento 2-per-1 atteso a fine gennaio 2027.
Una nota sui numeri: alcune testate riportano un flusso di cassa intorno a meno 1,2 miliardi, perché sottraggono solo l'acquisto di attrezzature. La definizione di Meta sottrae anche la quota capitale dei leasing, e porta a meno 2,12. Sono due misure diverse della stessa cosa, non un errore.
Finora la spesa per l'AI si leggeva nel conto economico, dove la si poteva ammortizzare e raccontare. Questa settimana è comparsa in cassa, dove non si racconta niente: o entra o esce. E la risposta di Meta dice più del numero stesso — carta nuova per comprare silicio: niente riacquisti, una classe di azioni senza voto da emettere quando serve. È la mossa di chi prevede di dover finanziare la frontiera più a lungo di quanto il flusso operativo consenta. 🧮
💳 Il credito dei neocloud, al prezzo più alto di sempre

Se Meta può emettere azioni, chi affitta GPU deve emettere debito. E il debito, questa settimana, è costato più che mai: il premio sui credit default swap a cinque anni di CoreWeave ha toccato il massimo storico, un livello che implica una probabilità di insolvenza a cinque anni superiore al 60%. Il titolo ha segnato il minimo delle 52 settimane a 53,50 dollari il 22 ottobre.
Il contraltare arriva da Nebius: il suo chief revenue officer dice che i prezzi del calcolo AI continuano a salire, sopra le attese dell'azienda, e che Nebius non porta un debito comparabile a quello di CoreWeave. Sono dichiarazioni aziendali, non dati verificati da terzi.
🔀 Due prezzi, due direzioni
Qui sta la cosa più interessante della settimana, e nessuno la ha ancora risolta. Il 22 ottobre Axios ha scritto che il prezzo dei token sta scendendo, e che la discesa è stata archiviata un po' troppo in fretta invocando il paradosso di Jevons. Il dato che fa alzare la testa è un altro: secondo le rilevazioni di Ramp, la spesa in token delle aziende — non il consumo — è piatta da due mesi consecutivi.
Allo stesso tempo Nebius dichiara che il prezzo della capacità affittata sale. I due numeri non si contraddicono: sono due mercati diversi, il prezzo al token di una API e il canone di un cluster. Ma insieme descrivono una tenaglia:
Se il prezzo unitario scende e la spesa totale non sale, il volume sta crescendo senza portare ricavi aggiuntivi. È lo scenario peggiore per chi ha finanziato a debito la capacità: paghi il cluster a prezzi che salgono e lo vendi a tariffe che scendono, contando su un volume che per ora non si traduce in fatturato. Due mesi non sono una tendenza. Il terzo mese, invece, conterà. 📊
🏗️ E intanto si vende già il 2028
Il bello è che dal lato dell'offerta non si vede nulla di tutto questo. Il 23 ottobre, in un podcast, Andy Jassy ha detto che AWS è esaurita per il 2026, in larga parte venduta per il 2027, e che «una buona fetta» del 2028 è già impegnata. Amazon ha alzato a luglio la spesa in conto capitale 2026 a circa 220 miliardi, e Jassy aggiunge che anche così resta una quantità significativa di domanda sul tavolo. I conti del trimestre arrivano il 29 ottobre.
Sulla stessa scala, in Corea: SK Hyper tratta circa 350 miliardi di dollari. Qui correggo il nostro flash di giovedì, che attribuiva quella cifra all'intero piano: secondo l'amministratore delegato Chung Suk-geun i 350 miliardi servono alla sola prima fase da 5 GW, attrezzature comprese, mentre l'obiettivo dei 15 GW è al 2035. Il primo giro di capitale esterno è atteso tra fine 2026 e inizio 2027, la prima fase apre nel 2029. Nessun investitore è stato nominato.
🔐 Black October: la fiducia si rompe alla radice

Il numero scorso raccontava intrusioni da 50 dollari. Questa settimana il problema è salito di un piano: non le porte, le chiavi.
- 🔑 eMudhra: otto certificati intermedi di questa autorità di certificazione avevano chiavi private ricavabili dal certificato pubblico. Chi le aveva poteva firmare certificati HTTPS falsi ritenuti validi. Un ricercatore indipendente lo ha segnalato il 17 ottobre; Chrome e Firefox hanno bloccato gli intermedi in poche ore, Apple il 19, Microsoft il 20. Sei erano per TLS, due per la firma del codice (CVE-2026-111943).
- 🧩 Il buco vero è fuori dal browser: Python, Ruby, Go, Node.js e la maggior parte degli strumenti a riga di comando non controllano la revoca, quindi solo l'aggiornamento dell'archivio dei certificati elimina il rischio. Node.js ha pubblicato le correzioni il 21 ottobre (26.12.1, 24.22.1, 22.23.4), insieme a correzioni di gravità alta su dati compressi Brotli; poi Go 1.27.3 e 1.26.10, e
certifi. - 📬 Che questa non sia una notizia astratta l'ho visto in posta: Replit ha scritto ai propri utenti di ripubblicare i progetti per ricevere le patch — in particolare quelli Python, perché gli strumenti del linguaggio portano una copia propria dei certificati. Nessuna prova di attacchi, scrive l'azienda; raccomandazione a farlo subito.
- 🐘 In parallelo, CNBC ha raccontato il «Black October» del PHP: ricercatori di Wiz (Google) e della società Calif hanno trovato falle gravi nel linguaggio usando modelli avanzati di OpenAI e Google. Alcuni esperti stimano che fino al 70% dei siti sia stato potenzialmente esposto per anni. Il vice-CISO di Anthropic Jason Clinton prevede uno «tsunami di vulnerabilità»; Matthew Prince di Cloudflare dice che i prossimi due anni saranno duri; Marc Benioff parla di «codice rosso». L'ex direttore della CISA Chris Krebs avverte che il peso vero cadrà sulle piccole e medie imprese: scansionare sempre, aggiornare subito.
Le due storie sono la stessa storia da due lati. Gli stessi modelli che trovano una falla in PHP prima di tutti la trovano anche per chi attacca, e l'asimmetria non è nella capacità ma nel calendario: chi attacca usa il risultato il giorno dopo, chi difende deve aggiornare milioni di archivi di certificati e ripubblicare progetti che nessuno ricorda di avere. Nel numero 19 la cifra era 50 dollari. Questa settimana è otto: le chiavi che bastavano a firmare il web. 🔓
🌍 In breve
- 🇸🇪 La Svezia blocca ChatGPT e Claude sui computer degli uffici governativi: ammesso solo Copilot.
- 📨 Google potrebbe usare i dati di Gmail e Foto per la pubblicità con la «Personal Intelligence».
- 🧠 Meta acquisisce Sundial, piattaforma di analytics AI fondata da ex dirigenti dell'azienda.
- 🌐 OpenAI registra un numero di sistema autonomo a due cifre, AS232: segno di un'infrastruttura di rete propria.
- 💾 SK Hynix rinuncia alla quotazione di Solidigm; il titolo sale.
- 🤖 IDC stima i ricavi americani dei robot umanoidi al 2030 del 58% sotto il proprio scenario base, per i vincoli commerciali.
- 🏭 Gli Stati Uniti firmano 389 milioni di accordi CHIPS con Helion, Commonwealth Fusion Systems e Vertical Semiconductor: la fusione entra nel capitolo semiconduttori.
- 🏢 Anthropic porta le sessioni cloud Cowork su Claude Enterprise, con controlli per gli amministratori.
- 🎓 La Konkuk University annulla un esame svolto con l'AI e dispone circa 600 ripetizioni.
- 📖 Sul sito: chi paga i data center e perché Hassabis vendette DeepMind a Google.
🧭 Il filo di questa settimana
Il numero 19 diceva che il denaro viaggia alla velocità del telefono e le cose alla velocità delle cose. Questa settimana si sono riempiti due registri che non viaggiano affatto: il rendiconto finanziario, dove la cassa o c'è o non c'è, e l'archivio dei certificati, dove una chiave o è valida o non lo è. Nessuno dei due si lascia riprezzare da un comunicato. 🧱
C'è una simmetria quasi fastidiosa tra i due. Meta scopre che per costruire la frontiera deve emettere carta nuova; il web scopre che la carta su cui si fida — un certificato — valeva otto chiavi mal generate. In entrambi i casi il problema non era la capacità di costruire. Era la garanzia che reggeva la costruzione.
Date da segnare: la Fed del 28 ottobre, i conti di Amazon il 29, i nuovi termini di Meta il 30, il 15 novembre per la consultazione cinese sull'export e la possibile quotazione di Anthropic a metà mese.
La cifra da ricordare è due mesi: da quanto la spesa aziendale in token è piatta. Se al terzo mese è ancora lì, la domanda non è più se l'AI funziona. È chi ha firmato per pagarla. 🎯
Alla settimana prossima. 👋