"Never Finished" funziona come vero seguito di "Niente può fermarti", non come una ripetizione dello stesso schema. Un recensore su Goodreads lo racconta bene: "avevo amato il primo libro, ero curioso di vedere quale valore in più potesse offrire questo. La risposta è stata: un'abbondanza". Dove il primo libro raccontava la trasformazione fisica ed estrema di Goggins, qui l'autore entra più a fondo nel suo "Mental Lab", il laboratorio mentale dove ha elaborato le proprie strategie contro paura, dubbio e trauma.
I lettori — il libro ha una media di 4,38 su 5 su oltre 50.000 recensioni su Goodreads — segnalano proprio questo salto: più strumenti pratici, più momenti di vulnerabilità dichiarata, meno agiografia muscolare. Tra i passaggi più citati c'è una conversazione con la madre di Goggins, inclusa nell'audiolibro, che un recensore definisce "una delle conversazioni più strazianti e insieme illuminanti e ispiranti" del libro. Un altro lettore racconta un effetto molto concreto: "è stato leggendo questo libro che ho ricominciato a correre, facendo pace con il motivo per cui lo facevo".
Non mancano voci più critiche, che notano come Goggins continui ad affrontare il proprio dolore soprattutto attraverso l'iperperformance fisica. Ma è proprio questo attrito — tra la fragilità dichiarata e la disciplina spinta all'estremo — a rendere il libro utile a chi cerca esercizi concreti, dal dire no alle "pity parties" alla costruzione del proprio laboratorio mentale, più che semplice motivazione a effetto.