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1929. La storia e i retroscena del grande crollo di Wall Street

Andrew Ross Sorkin ricostruisce il crollo del 1929 con il ritmo di un thriller: documenti d'archivio mai usati prima, scene vivide e un cast di banchieri e speculatori raccontati come personaggi a tutto tondo.

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Kirkus Reviews lo definisce "una storia agile del crollo del mercato azionario", lodando Andrew Ross Sorkin — già autore di "Too Big to Fail" — per essere "ben versato nel linguaggio dell'alta finanza" nel ricostruire il bagno di sangue innescato da raggiri, credito facile e opacità del mercato. Il Christian Science Monitor va oltre: "'1929' è una lettura drammatica, e lo stile 'come se ci fossi' di Sorkin porta a un'ambientazione delle scene molto vivida", frutto di una "meticolosa ricerca d'archivio" su documenti mai consultati prima da altri autori — lettere, diari, verbali della Federal Reserve di New York.

È lo stesso motivo per cui i lettori lo consigliano: su Goodreads, dove il libro ha una media di 4,15 su oltre 33.900 valutazioni, un recensore scrive semplicemente che "le pagine volano", per il ritmo quasi da romanzo con cui sono costruite scene e dialoghi. Un altro lo descrive come "un racconto guidato dai personaggi, fatto di hybris, politica e depressione", capace di far entrare il lettore nelle vicende finanziarie dell'epoca "senza annoiarlo con gergo tecnico eccessivo". Il libro è stato inserito tra i New York Times Notable Books del 2025 e ha raggiunto il secondo posto nella classifica NYT hardcover nonfiction.

Sorkin sceglie deliberatamente di seguire i potenti — banchieri, politici, speculatori — più che la gente comune travolta dalla crisi, e proprio per questo il libro funziona come specchio inquietante: euforia collettiva, leva finanziaria, cecità dei regolatori sono gli stessi meccanismi che, un secolo dopo, continuano a riproporsi. È un libro pensato per chi cerca una ricostruzione storica rigorosa ma capace di appassionare come un romanzo.

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