Ogni volta che una macchina ASML espone un wafer, prima e dopo di lei lavora quasi sempre un sistema Tokyo Electron. È l'accoppiata più stretta dell'industria, e nessuna delle due aziende potrebbe funzionare senza l'altra.
Le origini
Nasce nel 1963 come società commerciale che importa apparecchiature elettroniche americane in Giappone. È un'origine importante: TEL impara il mercato vendendo macchine altrui, poi comincia a costruirsele. Quando negli anni Ottanta l'industria giapponese dei semiconduttori diventa la più grande del mondo, TEL cresce con i propri clienti nazionali fino a diventare il maggiore costruttore di apparecchiature del paese.
Nel 2013 concorda una fusione con l'americana Applied Materials, che avrebbe creato il fornitore più completo del settore; le autorità antitrust statunitensi la bloccano nel 2015. Da allora TEL è rimasta indipendente e ha concentrato gli investimenti sui segmenti in cui è già leader.
Cosa fa davvero
- Coater/developer (i cosiddetti track): applicano il fotoresist prima dell'esposizione e lo sviluppano dopo. La quota di mercato in questo segmento è vicina alla totalità, e ogni macchina EUV richiede un track compatibile ottimizzato insieme al processo.
- Incisione al plasma: secondo attore mondiale dopo Lam, molto forte nella memoria.
- Deposizione e pulizia dei wafer, con posizioni solide in entrambe.
- Wafer prober: i sistemi che mettono in contatto i chip ancora sul wafer con l'apparecchiatura di test. Un mercato in forte crescita perché i chip AI vanno testati prima di essere impilati.
La svolta AI
Il ruolo di TEL cresce con la complessità del patterning: più passaggi litografici significa più cicli di applicazione e sviluppo del resist, con requisiti di uniformità e controllo della temperatura sempre più stretti. Sull'EUV in particolare, il track non è un accessorio: è parte del processo, e viene sviluppato congiuntamente.
Il secondo motore è il test su wafer, diventato critico con l'HBM: prima di impilare otto o dodici piani di memoria bisogna sapere con certezza quali chip sono buoni, perché un difetto scoperto dopo l'impilamento butta via l'intera pila.
Dove può rompersi
Come tutti i costruttori giapponesi, TEL ha una fortissima esposizione al mercato cinese, sottoposta dal 2023 a controlli all'export decisi dal governo di Tokyo in coordinamento con Washington. È il rischio più immediato e meno controllabile.
Il secondo è la concentrazione: pochi clienti — le foundry di punta e i tre produttori di memoria — decidono l'intero ciclo degli investimenti. Il terzo, più lento, è la nascita di costruttori locali cinesi nei segmenti meno avanzati, che erodono proprio la parte più volumica del mercato.