Nel panorama delle startup di silicio AI, Tenstorrent è quella con la tesi commerciale più insolita: se il problema del mercato è che esiste un unico fornitore chiuso, la soluzione non è diventare il secondo fornitore chiuso.
Le origini
Fondata a Toronto nel 2016 da Ljubisa Bajic con un gruppo di ingegneri usciti da AMD e NVIDIA, Tenstorrent progetta un'architettura basata su core chiamati Tensix, ciascuno con la propria unità di calcolo matriciale, la propria memoria locale e un router integrato: i chip sono in sostanza reti di piccoli processori che si scambiano pacchetti, senza un gerarchia di cache condivisa.
La visibilità arriva nel 2021 con l'ingresso di Jim Keller, l'architetto che ha firmato lo Zen di AMD, l'A4/A5 di Apple e il computer di guida autonoma di Tesla, prima come CTO e dal 2023 come amministratore delegato. Attorno a lui l'azienda ha raccolto capitali da investitori industriali — coreani, giapponesi, tedeschi, automobilistici — più interessati all'accesso alla tecnologia che al ritorno finanziario immediato.
Cosa fa davvero
Tre linee, che si sostengono a vicenda:
- Schede e server: le famiglie Wormhole e Blackhole, vendute anche in configurazioni desktop a prezzi che nel mercato AI risultano quasi provocatori, e sistemi Galaxy per il data center.
- Licenze di IP: core RISC-V ad alte prestazioni e blocchi di calcolo AI concessi in licenza ad altre aziende, che se li integrano nei propri SoC. È il modello Arm applicato all'accelerazione.
- Software aperto: l'intero stack, dai kernel di basso livello ai framework, è pubblicato su licenza libera. Una scelta che nasce da necessità (nessuno adotta un ecosistema chiuso di un piccolo attore) ma che è diventata la sua principale argomentazione di vendita.
La svolta AI
Il tempismo di Tenstorrent è meno fortunato di quello di altri: è arrivata sul mercato quando la scarsità non era di idee ma di capacità produttiva e di memoria. Il suo posizionamento reale, oggi, è meno "sostituiamo le GPU" e più "diamo a chi vuole progettarsi un acceleratore i mattoni per farlo" — un'offerta molto interessante per governi, gruppi industriali e produttori automobilistici che vogliono silicio proprio senza costruirsi un team da zero.
L'adozione di RISC-V rafforza la stessa logica: nessuna royalty su architettura, nessun vincolo contrattuale con un licenziante che potrebbe cambiare i termini.
Dove può rompersi
Il divario di scala è brutale: Tenstorrent compete per capacità produttiva, packaging e memoria con aziende che ordinano volumi di due ordini di grandezza superiori. E il modello a licenza, per quanto elegante, produce ricavi lenti e diluiti nel tempo, mentre la corsa in corso premia chi consegna sistemi oggi.
Resta poi la questione dell'ecosistema: lo stack aperto è una virtù solo se qualcuno lo usa davvero in produzione. Finora la lista dei clienti pubblici è più fatta di partnership tecnologiche che di installazioni su larga scala.