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Sopravvivenza digitale e cyber

L'agenzia per la cybersicurezza italiana è passata da un dipendente a 170 in meno di due anni, con l'obiettivo di arrivare a 800 entro il 2027. Carenza di competenze, sovranità digitale, infrastrutture critiche.

Negli ultimi anni l'Italia ha compiuto passi significativi nella cybersicurezza, costruendo un'infrastruttura solida per garantire la sicurezza digitale del Paese fino al 2026. Un attore chiave in questo sviluppo è stata l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), istituita nel 2021 per centralizzare e coordinare le strategie di difesa informatica.

L'ACN è partita con un solo dipendente, ma in meno di due anni è cresciuta fino a contare 170 persone, con l'obiettivo di raggiungerne 800 entro il 2027. Questa rapida espansione è stata sostenuta da stipendi competitivi, paragonabili a quelli di istituzioni come la Banca d'Italia, pensati per attrarre e trattenere i migliori talenti nel campo della cybersicurezza.

La sfida delle competenze

Una delle sfide più pressanti per il futuro della sicurezza digitale è la carenza di competenze specializzate. Si stima che entro il 2030 mancheranno a livello globale 85 milioni di lavoratori nel settore digitale, di cui almeno il 10% in posizioni legate alla cybersicurezza. Per affrontare questa carenza è fondamentale investire nella formazione dei giovani e creare le condizioni che li incoraggino a restare e lavorare nel proprio Paese.

Con la crescita della domanda di esperti, c'è il rischio che le aziende abbassino gli standard di assunzione, portando potenzialmente a bordo personale non qualificato o addirittura malintenzionato, mettendo così a rischio la sicurezza delle infrastrutture critiche.

I pilastri della sovranità digitale

Per garantire la sovranità digitale di una nazione sono stati individuati quattro pilastri fondamentali:

  1. Controllo dell'informazione: controllare i dati generati all'interno di un Paese è essenziale per la sicurezza. Sebbene una conoscenza completa di questi dati da parte del governo sia impossibile, leggi specifiche, come quella sul Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica, garantiscono che le informazioni critiche siano protette e monitorate.

  2. Tecnologia e competenze: la sovranità digitale dipende dalla capacità di un Paese di produrre e gestire tecnologie critiche. È fondamentale disporre delle competenze per valutare e gestire le tecnologie acquisite dall'estero, garantendo che la gestione dei dati critici sia affidata a personale qualificato e affidabile.

  3. Consapevolezza e cooperazione: la consapevolezza del rischio cyber nella società è vitale. Dirigenti, dipendenti e cittadini devono essere educati sui pericoli del cyberspazio, e una risposta efficace alle minacce globali richiede una cooperazione internazionale che coinvolga sia il settore pubblico sia quello privato.

  4. Preparazione alle tecnologie future: l'evoluzione delle tecnologie, come i computer quantistici, potrebbe presto rendere obsolete le attuali misure di sicurezza. Quando queste tecnologie raggiungeranno un certo livello di potenza, i sistemi di crittografia odierni diventeranno vulnerabili. Per prepararsi a questa eventualità, è necessario sviluppare e implementare nuovi protocolli di sicurezza, come sta già accadendo negli Stati Uniti, che puntano a proteggere i dati anche dalle future minacce quantistiche.

Verso il futuro dell'Italia

Italia ed Europa devono agire con decisione per ridurre la dipendenza da tecnologie non europee e promuovere l'integrazione del mercato digitale continentale. Questo permetterà di sviluppare politiche industriali adeguate e di creare attori tecnologici capaci di competere su scala globale, garantendo l'autonomia strategica necessaria per affrontare le sfide future.

In conclusione, la sicurezza digitale in Italia richiede un approccio olistico che coinvolga persone, tecnologia, consapevolezza e cooperazione internazionale. Solo così il Paese potrà mantenere e rafforzare la propria sovranità digitale in un mondo sempre più interconnesso e minacciato da sfide tecnologiche nuove e complesse.

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