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Micron: l'unico produttore americano di memoria, sopravvissuto a trent'anni di guerre di prezzo

Nata in un seminterrato dell'Idaho finanziata da un imprenditore delle patate, ha visto scomparire decine di concorrenti. Oggi è uno dei tre produttori al mondo che contano, e vende HBM.

Il mercato della memoria è un cimitero industriale: negli anni Ottanta c'erano decine di produttori, oggi ne restano tre che contano davvero. Micron è l'unico americano, ed è arrivata fin qui comprando i resti di quasi tutti gli altri.

Le origini

Nasce nel 1978 a Boise, in Idaho, fondata da un piccolo gruppo di ingegneri e finanziata in gran parte da imprenditori locali — tra cui J.R. Simplot, il re della patata surgelata che riforniva le catene di fast food. Il primo prodotto è una DRAM da 64 kilobit.

La strategia che la salva è quella dell'operatore più efficiente: costi bassi, transizioni di nodo rapide, e acquisizioni opportunistiche dei concorrenti in difficoltà. Rileva l'attività memoria di Texas Instruments nel 1998 e, soprattutto, la giapponese Elpida nel 2013 dopo il suo fallimento — operazione che le porta gli stabilimenti giapponesi e taiwanesi e la trasforma in un attore di scala globale.

Cosa fa davvero

DRAM e NAND, per data center, PC, smartphone, automotive e industria. La DRAM pesa molto più della NAND sui profitti, e nell'ultimo ciclo il mix si è spostato ulteriormente verso i prodotti per data center: moduli ad alta capacità, memoria a basso consumo per server e, soprattutto, HBM.

Micron ha impianti negli Stati Uniti, in Giappone, a Taiwan e a Singapore, con nuovi progetti in Idaho e nello stato di New York sostenuti da finanziamenti pubblici. È l'unico dei tre grandi a non essere coreano, il che in questa fase è anche un argomento commerciale.

La svolta AI

Micron è arrivata all'HBM più tardi di SK hynix, ma con un prodotto giudicato competitivo su un parametro che conta molto nei data center: il consumo. Ogni watt speso in memoria è un watt sottratto agli acceleratori, e in un rack in cui il vincolo è l'alimentazione elettrica quel dettaglio si traduce in prestazioni per rack.

L'effetto sui conti è stato spettacolare: capacità HBM venduta con anni di anticipo, prezzi contrattualizzati, e una redditività che ha poco a che vedere con quella storica del settore. C'è però un secondo effetto, meno raccontato: produrre HBM consuma molta più capacità produttiva a parità di bit rispetto alla DRAM normale, il che ha ridotto l'offerta di memoria convenzionale e ne ha fatto salire i prezzi. Chi compra un PC oggi paga anche questo.

Dove può rompersi

Il rischio geopolitico è asimmetrico: Micron è stata esclusa da parte del mercato cinese con una decisione amministrativa, e la Cina resta il più grande mercato di elettronica del mondo. Nel frattempo i produttori cinesi di memoria stanno crescendo rapidamente sui prodotti convenzionali.

Il secondo rischio è quello di sempre: la memoria è ciclica. I contratti pluriennali attenuano l'oscillazione ma non la eliminano, e la capacità che i tre produttori stanno installando oggi arriverà sul mercato tra due o tre anni, quando la domanda potrebbe avere una forma diversa.

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