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L'ascesa dello stack autoritario

Francesca Bria e José Bautista mappano come cloud, AI e appaltatori della difesa stiano assorbendo le funzioni essenziali dello Stato: un progetto di ricerca sulla sovranità.

Per decenni, la narrazione sul rapporto tra tecnologia e democrazia è stata ottimistica: internet avrebbe decentralizzato il potere e liberato l'individuo. Oggi un nuovo progetto di ricerca suggerisce che sta accadendo esattamente il contrario.

The Authoritarian Stack, un'iniziativa di ricerca e visualizzazione dei dati guidata da Francesca Bria e José Bautista, rivela una realtà cruda: le funzioni essenziali dello Stato vengono rapidamente assorbite da un nesso di colossi tecnologici, fondi di investimento e appaltatori della difesa.

Cos'è lo "stack"?

Il progetto prende in prestito il termine "stack" dall'ingegneria del software, dove indica solitamente gli strati di tecnologie usati per far funzionare un'applicazione. In questo contesto geopolitico, l'Authoritarian Stack indica una nuova infrastruttura integrata che crea un ordine "post-democratico".

Questo stack non riguarda soltanto l'influenza dei social media: riguarda la sovranità fisica e digitale. Include:

• Il Cloud e l'AI: i server dove risiedono i dati dei governi e gli algoritmi che li elaborano.

• Difesa e sorveglianza: i droni, i satelliti e i sistemi di controllo delle frontiere gestiti da appaltatori privati.

• Finanza: i canali di pagamento digitali che sostituiscono le infrastrutture bancarie tradizionali.

L'era della "tecnologia patriottica"

Una delle intuizioni più critiche del progetto riguarda lo spostamento verso la "Patriotic Tech" (tecnologia patriottica).

In passato, la Silicon Valley si presentava come un'entità globale, senza confini. Ora, di fronte alla pressione normativa e alla saturazione del mercato, il Big Tech sta cambiando rotta. Allineandosi agli interessi della difesa e della sicurezza nazionale, queste aziende si assicurano contratti governativi enormi.

La ricerca sostiene che questo crea un rapporto simbiotico pericoloso: i governi ottengono accesso a strumenti di sorveglianza all'avanguardia senza doverli sviluppare internamente, mentre le aziende tecnologiche guadagnano un'immunità e un potere radicato che si sottrae alla regolamentazione tradizionale.

Dalla legge pubblica al codice privato

L'avvertimento centrale dell'Authoritarian Stack riguarda la privatizzazione del processo decisionale politico. Quando l'infrastruttura pubblica è di proprietà di soggetti privati, le regole della società non sono più determinate dal diritto costituzionale o dal dibattito democratico, ma dai Termini di Servizio e dalle sale riunioni aziendali.

Il progetto mappa oltre 250 attori e migliaia di connessioni, tracciando miliardi di dollari che scorrono tra enti pubblici ed entità tecnologiche private. Illustra come gli Stati democratici stiano esternalizzando il proprio "sistema operativo", diventando dipendenti da fornitori che operano senza alcuna responsabilità democratica.

Cattura dello Stato: la filiera del personale

Conclusione: un campanello d'allarme

L'Authoritarian Stack è più di una semplice mappa di contratti: è la diagnosi di un ordine mondiale che sta cambiando. Ci sfida a porci una domanda fondamentale: se l'infrastruttura della nostra democrazia — dal modo in cui votiamo a come difendiamo i nostri confini — appartiene a corporazioni private, siamo ancora cittadini, o siamo soltanto utenti?

Mentre questo "stack" si consolida, la finestra per riconquistare la sovranità digitale pubblica potrebbe essere in via di chiusura.

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