Poche aziende incarnano così bene la differenza tra inventare una tecnologia e riuscire a guadagnarci: la memoria flash è un'invenzione giapponese, ma per decenni il valore che ha generato è finito quasi tutto altrove.
Le origini
Negli anni Ottanta un ingegnere di Toshiba, Fujio Masuoka, sviluppa il principio della memoria flash e successivamente l'architettura NAND, quella che consente densità molto elevate a scapito dell'accesso casuale. È la tecnologia che renderà possibili chiavette, schede di memoria, smartphone e SSD.
Toshiba però non riesce a trasformare quel primato in dominio di mercato, e nel 2017, travolta dalle perdite del settore nucleare, è costretta a vendere la divisione memoria. La compra un consorzio guidato dal fondo Bain, con la partecipazione di investitori giapponesi e coreani. Nel 2019 l'azienda prende il nome Kioxia; alla fine del 2024 arriva la quotazione a Tokyo.
Cosa fa davvero
Kioxia produce memoria NAND e SSD, con stabilimenti in Giappone gestiti in joint venture con il partner americano ereditato dall'epoca Toshiba. La tecnologia di punta è l'architettura in cui la logica di controllo viene fabbricata su un wafer separato e poi unita direttamente a quello delle celle di memoria: un approccio che aumenta densità e prestazioni e che rappresenta il passaggio più significativo della NAND degli ultimi anni.
I mercati sono tre: SSD per data center, storage per PC e dispositivi, e memoria per applicazioni industriali e automobilistiche.
La svolta AI
Per un decennio la NAND è stata il peggior business dell'elettronica: sovraccapacità cronica, prezzi in caduta strutturale, ritorni sul capitale negativi per interi anni. L'AI ha cambiato la domanda in modo inatteso.
I data center che addestrano e servono modelli hanno bisogno di leggere enormi quantità di dati a velocità altissima: insiemi di addestramento, checkpoint dei modelli, archivi vettoriali, cache di contesto. Sono carichi che premiano gli SSD ad alte prestazioni e capacità elevate, un segmento a margine molto più alto della NAND di consumo. Dopo anni di investimenti congelati, la domanda ha incontrato un'offerta ridotta, e i prezzi si sono mossi con violenza.
Dove può rompersi
La NAND resta il mercato più brutale del settore: sei produttori, prodotto largamente sostituibile e una storia costellata di guerre di prezzo. Kioxia è inoltre l'unico dei grandi a non avere una divisione DRAM che ne compensi le oscillazioni.
C'è poi la questione irrisolta del consolidamento: le trattative di fusione con il partner americano sono naufragate, e il settore resta più frammentato di quanto la sua economia consiglierebbe. Infine il capitale: mantenere il passo sulle generazioni successive richiede investimenti che, per un'azienda della sua dimensione, sono enormi.