Ci sono due modi di essere rilevanti nei semiconduttori: fare il chip più avanzato del mondo, oppure fare quello senza cui non parte l'automobile. GlobalFoundries ha scelto il secondo, e per farlo ha dovuto ammettere pubblicamente di aver perso la prima gara.
Le origini
Nasce nel 2009 dallo scorporo delle fabbriche di AMD, con il fondo sovrano di Abu Dhabi Mubadala come azionista di controllo. Nel giro di pochi anni assorbe la singaporiana Chartered Semiconductor e poi la divisione microelettronica di IBM — un'operazione in cui è IBM a pagare per farsi prendere gli impianti, insieme a un portafoglio di brevetti di primissimo livello.
Per un decennio GlobalFoundries prova a stare nella corsa dei nodi: 14 nanometri con tecnologia Samsung in licenza, poi lo sviluppo autonomo dei 7. Nell'agosto 2018 la decisione che definisce l'azienda: stop ai 7 nanometri. Il costo per continuare era fuori portata e i clienti disposti a pagarlo erano troppo pochi. Nel 2021 arriva la quotazione al Nasdaq.
Cosa fa davvero
GlobalFoundries è specialista di nodi "maturi ma difficili", dove il valore non sta nella densità dei transistor ma nelle proprietà fisiche del processo.
- RF-SOI: è il fornitore dominante dei componenti a radiofrequenza degli smartphone. Praticamente ogni telefono contiene silicio uscito dalle sue fabbriche.
- FD-SOI (22FDX e successori): un'alternativa a bassissimo consumo ai FinFET, molto usata in IoT, wearable, automotive e radar.
- Automotive e industria: microcontrollori, gestione dell'energia, sensori. Cicli di qualifica lunghissimi, contratti pluriennali, prezzi molto più stabili di quelli della logica di consumo.
- Fotonica su silicio: interfacce ottiche integrate, un mercato che l'AI sta facendo crescere in fretta.
Le fabbriche sono negli Stati Uniti (New York e Vermont), in Germania e a Singapore: un profilo geografico che, dopo il 2020, è diventato un argomento di vendita a sé.
La svolta AI
GlobalFoundries non produce acceleratori e non li produrrà mai. Ma ogni rack AI ha bisogno di alimentatori, gestione della potenza, controllori, interfacce ottiche e componenti di rete: silicio che si fa benissimo su nodi maturi, e che nell'ultimo ciclo è passato da abbondante a improvvisamente scarso.
L'azienda ha anche allargato la propria offerta verso la proprietà intellettuale, acquisendo tecnologie di processore da integrare nei chip dei clienti — un modo per vendere più valore sullo stesso wafer.
Dove può rompersi
Il mercato dei nodi maturi è esattamente quello in cui la Cina sta costruendo enormi capacità con sostegno pubblico. La pressione sui prezzi è strutturale e non dipende dalla qualità del prodotto.
C'è poi la ciclicità dei mercati finali: automotive, industria e telefonia si muovono insieme e possono restare fermi per trimestri interi. Rinunciare al nodo di punta ha protetto GlobalFoundries dal costo del capitale, non dalla concorrenza.