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ASML: il monopolio più assoluto dell'economia mondiale

Un'unica azienda al mondo costruisce le macchine con cui si disegnano i chip più avanzati. Non è la più grande della filiera, ma è quella senza la quale la filiera non esiste.

Esistono pochissimi monopoli veri nell'economia contemporanea. ASML è uno di questi, ed è anche il più difficile da attaccare: non perché sia protetto da brevetti, ma perché replicare quello che fa richiederebbe decenni e una catena di fornitura che non è in vendita.

Le origini

Nasce nel 1984 come impresa comune tra Philips e ASM International, in una baracca prefabbricata accanto agli stabilimenti di Eindhoven. Per i primi dieci anni è un inseguitore marginale dei giapponesi Nikon e Canon, che dominano la litografia. La svolta arriva con la piattaforma TWINSCAN nel 2001, che separa le fasi di misura e di esposizione raddoppiando la produttività della macchina.

La scommessa decisiva è però un'altra, e dura vent'anni: la litografia nell'ultravioletto estremo. Un progetto talmente costoso e incerto che nel 2012 ASML si fece finanziare direttamente dai clienti — Intel, Samsung e TSMC entrarono nel capitale — e comprò Cymer, l'azienda americana che sapeva produrre la sorgente di luce. La prima macchina EUV in produzione di volume arriva nel 2019.

Ne abbiamo scritto più diffusamente in come ASML ha salvato la legge di Moore.

Cosa fa davvero

Una macchina EUV genera luce a 13,5 nanometri colpendo con un laser gocce di stagno microscopiche, quarantamila volte al secondo, dentro il vuoto. Quella luce non può essere focalizzata da lenti — verrebbe assorbita — quindi viene riflessa da specchi Zeiss levigati con imprecisioni dell'ordine di frazioni di atomo. Il tutto in un sistema grande come un autobus, che costa fra i 150 e i 400 milioni di euro a esemplare a seconda della generazione.

Accanto all'EUV, ASML vende ancora molte macchine a immersione DUV — indispensabili per i nodi maturi e per chi non ha accesso all'EUV — sistemi di metrologia e, voce ormai enorme, servizi e aggiornamenti sul parco macchine installato.

La svolta AI

Ogni acceleratore AI viene disegnato con l'EUV; ogni pila di memoria HBM richiede DRAM prodotte con litografia sempre più spinta. La conseguenza è che ASML è l'unico punto della catena in cui passa letteralmente tutto: non conta chi vinca la guerra fra NVIDIA, AMD, Google o Huawei, perché il wafer di partenza esce comunque dalle sue macchine.

La generazione successiva, l'EUV ad alta apertura numerica, è già installata nei laboratori dei principali produttori: macchine ancora più costose, che dimezzano il campo esposto e obbligano a ripensare il flusso di progettazione. Sarà lì che si deciderà se la legge di Moore continua o si trasforma definitivamente in un problema di packaging.

Dove può rompersi

ASML è l'oggetto più politico dell'industria. Nessuna macchina EUV è mai stata venduta alla Cina, e dal 2023 anche parte delle macchine DUV avanzate è sottoposta a licenza olandese. Il mercato cinese, che per alcuni anni ha rappresentato una quota molto rilevante delle vendite, si è ridotto per decisione politica: è un rischio che non dipende dai suoi clienti né dai suoi prodotti.

Il secondo rischio è la ciclicità: ASML vende beni capitali con ordini pluriennali, e basta che due o tre grandi clienti rinviino insieme un piano di espansione per spostare un anno intero di consegne. Il monopolio garantisce il prezzo, non il volume.

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