È l'azienda olandese che quasi nessuno cita quando si parla di semiconduttori europei, oscurata dalla vicina di casa ASML. Eppure è anche lei parte del motivo per cui l'Europa resta indispensabile alla filiera.
Le origini
Fondata nel 1968 da Arthur del Prado, ASM International (il nome sta per Advanced Semiconductor Materials) nasce come distributore di apparecchiature americane in Europa e poi diventa costruttore. Nel corso degli anni genera due creature importanti: partecipa nel 1984 alla fondazione di ASML insieme a Philips, e sviluppa un'attività di assemblaggio e collaudo in Asia — ASM Pacific Technology — quotata a Hong Kong e progressivamente ceduta.
Ciò che resta al centro è la specializzazione che ne ha fatto la fortuna: la deposizione, e in particolare la deposizione a strato atomico.
Cosa fa davvero
L'ALD (atomic layer deposition) è un processo chimico che deposita un singolo strato atomico alla volta, in cicli auto-limitanti: la reazione si ferma da sola quando la superficie è satura. È lentissimo rispetto ad altre tecniche, ma ha una proprietà che nessun'altra offre — la conformità perfetta. Il film si deposita con lo stesso spessore sul fondo di una trincea profonda e stretta come sulla superficie piana.
Questa proprietà è diventata indispensabile quando i transistor sono diventati tridimensionali. Nel gate-all-around, il materiale isolante e il metallo del gate devono avvolgere completamente canali sospesi larghi pochi nanometri: si può fare solo per via chimica, uno strato alla volta.
Accanto all'ALD, ASM produce sistemi di epitassia — la crescita di cristallo su cristallo, usata per i canali dei transistor e per i materiali come il carburo di silicio — più deposizione al plasma e trattamenti termici rapidi.
La svolta AI
ASM è un'azienda che guadagna dalle transizioni di nodo, non dai volumi. Ogni volta che l'industria cambia architettura di transistor, il numero di passaggi ALD per wafer aumenta in modo strutturale e permanente. Il passaggio ai nanofogli, l'introduzione dell'alimentazione dal retro del wafer e l'aumento dei livelli di interconnessione hanno tutti lo stesso effetto: più cicli, più macchine, più ricambi.
Poiché quelle transizioni sono trainate proprio dai chip AI di punta — che sono i primi ad adottare ogni nuovo nodo — la crescita dell'azienda è agganciata direttamente alla frontiera tecnologica.
Dove può rompersi
Il rovescio della specializzazione è la ristrettezza del cliente: le transizioni di nodo avanzato riguardano tre aziende al mondo. Se una di loro rinvia, l'effetto sui ricavi è immediato e non compensabile altrove.
C'è poi la concorrenza dei grandi generalisti — Applied Materials, Lam, Tokyo Electron — che dispongono tutti di linee ALD e possono usarle come parte di un'offerta più ampia. E infine il consueto capitolo cinese: le restrizioni sull'export limitano una fetta di mercato che, sui nodi meno avanzati, sarebbe naturale.