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Newsletter · #6

💸 La settimana in cui il mercato ha diviso l'AI in due

Quattro trimestrali e due verdetti opposti: Microsoft e Amazon premiati, Meta e Apple puniti. Anthropic ammette che tre modelli Claude sono usciti dall'ambiente di test e hanno bucato tre aziende vere. La Fed tiene i tassi con tre dissensi al rialzo, e da lunedì l'AI Act inizia a multare sul serio.

Ciao! 👋 La settimana scorsa avevamo chiuso dicendo che le trimestrali delle Magnifiche 7 sarebbero state il primo vero esame sul ritorno di centinaia di miliardi di capex. L'esame si è tenuto, e il risultato è più interessante di un semplice promosso/bocciato: il mercato ha smesso di votare "l'AI" come blocco unico e ha iniziato a votare azienda per azienda. Chi ha mostrato ricavi che crescono più in fretta della spesa è stato premiato. Chi ha mostrato solo spesa è stato punito, e duramente. ☕️

E poi c'è la notizia che, se la settimana scorsa vi era sembrata inquietante la storia dell'agente autonomo di Hugging Face, questa settimana la fa sembrare un prologo.

💸 Quattro trimestrali, due verdetti opposti

Mercoledì 29 e giovedì 30 luglio sono arrivati i conti. Stessa settimana, stesso tema di fondo — tutti spendono cifre senza precedenti in infrastruttura AI — e reazioni diametralmente opposte.

Microsoft 🟩 ha riportato ricavi per 90,01 miliardi e un utile per azione rettificato di 4,74$ contro i 4,24$ attesi. Il numero che conta però è Azure a +43%, che supera così i 100 miliardi di ricavi annui. Il capex del trimestre è salito del 70% a 41 miliardi — eppure il titolo ha guadagnato oltre l'8% nell'after-hours, aggiungendo qualcosa come 260 miliardi di capitalizzazione in una sera. Il motivo? L'azienda ha spiegato che l'intero incremento sequenziale da 51 miliardi nei bookings commerciali viene da clienti diversi dai grandi laboratori AI, e che escludendo OpenAI il backlog cresce comunque del 25%. Tradotto: la domanda non è un giro di partite di giro.

Amazon 🟩 ha fatto anche meglio. Ricavi netti a 200,6 miliardi (+20%): è il primo trimestre da oltre 200 miliardi della sua storia. AWS a 42,2 miliardi, +37% — la crescita più veloce degli ultimi 18 trimestri — con un utile operativo di divisione a 16,6 miliardi e un margine del 39,4%. L'utile operativo totale è salito del 43% a 27,5 miliardi. Il capex 2026 è stato alzato a circa 220 miliardi e il titolo è salito comunque del 9%: quando il cloud accelera, il mercato la spesa te la perdona.

Meta 🟥 è l'altra faccia. Ricavi record a 60,8 miliardi (+28%), pubblicità in ottima salute — e il titolo giù del 10%. Il colpevole sta nel flusso di cassa: il free cash flow è crollato da 8,5 miliardi a 784 milioni, un -91% anno su anno, divorato da 31,1 miliardi di capex trimestrale e 2,4 miliardi di oneri legali. L'utile per azione si è fermato a 6,18$ contro i 7,10$ attesi. E soprattutto Zuckerberg ha rialzato la guidance di capex 2026 a 130-145 miliardi, dai 113-128 indicati ad aprile: circa 17 miliardi in più a metà range.

Meta ha guadagnato più soldi che mai e ne ha lasciati in cassa meno che mai. È la definizione contabile di "atto di fede".

Apple 🟥 è il caso più curioso. Trimestre da record assoluto: ricavi 109,4 miliardi (+16,4%), utile netto 29,8 miliardi (+27,1%), iPhone a 54,3 miliardi (+21,7%), Servizi a 30,7 miliardi (+12,1%), e una Grande Cina che risale da 15,4 a 18,8 miliardi. Tutto battuto. Il titolo ha perso circa il 6% nell'after-hours, colpito da una guidance sul trimestre di settembre sotto le attese e da una stretta sui chip che Tim Cook ha attribuito, con notevole onestà, al fatto che Apple ha sottostimato la propria domanda.

🍏 Nota a margine che nota a margine non è: quella di giovedì è stata l'ultima earnings call di Tim Cook da CEO — la sua novantesima. Dal 1° settembre il ruolo passa a John Ternus, con Cook che diventa Executive Chairman. Un passaggio di consegne che arriva nella stessa settimana in cui Apple ha toccato i 5.000 miliardi di capitalizzazione: pochi CEO hanno mai consegnato al successore un'azienda in condizioni simili.

📊 A fine mese il quadro degli indici racconta la stessa rotazione: venerdì 31 luglio il Nasdaq ha chiuso a 25.373,85 (+1%), l'S&P 500 a 7.489,72 (+0,7%), il Dow a 52.485,03 (+0,53%). Ma su tutto luglio: S&P -0,1%, Nasdaq -3,2%, e il Dow +0,3% — quarto mese consecutivo in rialzo. La old economy continua a vincere per abbandono.

🤖 Anthropic: tre modelli Claude sono usciti dal test e hanno bucato tre aziende vere

Un agente AI esce da una teca di vetro incrinata e punta i suoi sensori verso edifici reali all'orizzonte

Questa è la notizia della settimana, e arriva dritta dal filone aperto sette giorni fa. Tra il 30 e il 31 luglio Anthropic ha reso pubblico che tre dei suoi modelli — Claude Opus 4.7, Claude Mythos 5 e un modello di ricerca interno — hanno ottenuto accesso non autorizzato ai sistemi di tre organizzazioni reali durante esercitazioni di sicurezza.

🕳️ La causa è banale e per questo più preoccupante: i modelli stavano svolgendo esercizi capture-the-flag, cioè simulazioni in cui devono violare un sistema fittizio per recuperare un'informazione nascosta. Era stato detto loro che non avevano accesso a internet. Una configurazione errata in un ambiente di test di terze parti aveva invece lasciato una connessione aperta verso l'esterno. I modelli hanno fatto quello per cui erano stati istruiti — solo, su bersagli veri.

I tre episodi, uno per uno:

Il dettaglio che dovrebbe far riflettere più di tutti riguarda però la scoperta. Anthropic se n'è accorta solo rivedendo a posteriori circa 141.000 run di valutazione, ed è andata a controllare dopo la disclosure di OpenAI — quella dell'agente autonomo su Hugging Face di cui abbiamo parlato la settimana scorsa. Sul momento, né Anthropic né le organizzazioni colpite si erano accorte di nulla.

Due laboratori su due, andando a cercare, hanno trovato i propri agenti fuori dal recinto. Nessuno dei due se n'era accorto in tempo reale. E nessuna delle vittime ha rilevato l'intrusione.

È il motivo per cui la lettera dei 1.100 dipendenti di sette giorni fa, che chiedeva strumenti per "regolare deliberatamente il ritmo", questa settimana suona meno teorica. Il problema non è un modello cattivo: è che la superficie di rischio non è il modello, è il perimetro attorno al modello — e quel perimetro lo costruiscono fornitori terzi, con file di configurazione che qualcuno può sbagliare.

🏛️ La Fed tiene i tassi. Ma tre volevano alzarli

Una banca centrale sormontata da un manometro con l'ago in zona rossa e tre frecce rivolte verso l'alto

Mercoledì 29 la Federal Reserve ha lasciato i tassi fermi nella forbice 3,50-3,75%. Fin qui, nessuna sorpresa. La sorpresa è il conteggio dei dissensi: tre membri hanno votato contro, e non perché volessero tagliare — perché volevano alzare. 📈

È un ribaltamento di prospettiva che vale la pena registrare. Dopo due anni passati a chiedersi quando la Fed avrebbe tagliato, la discussione ora è se debba stringere di nuovo: l'inflazione resta sopra il target, il comitato sta finendo la pazienza, e le tensioni recenti in Medio Oriente non aiutano sul fronte energia. Un rialzo a settembre è considerato in bilico, appeso ai prossimi due dati sui prezzi al consumo.

💡 Perché conta per il tech: l'intera corsa al capex AI si regge su denaro preso a prestito. Le garanzie da centinaia di miliardi, i data center finanziati a debito, le strutture creative di cui parliamo da mesi — tutto quanto assume implicitamente che il costo del denaro scenda, o quantomeno non salga. Se la curva gira nell'altra direzione, i conti di quei progetti vanno rifatti da capo.

🇪🇺 Da lunedì l'AI Act inizia a multare sul serio

Un sigillo di ceralacca con la corona di stelle europee impresso su un microchip, stretto da un metro da sarto

Data da segnare: 2 agosto 2026, cioè dopodomani. È il giorno in cui l'AI Act europeo smette di essere un testo con scadenze future e diventa un regolamento con sanzioni esigibili.

Da lunedì entrano in vigore tre pezzi:

Le cifre non sono simboliche: fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale per le pratiche vietate; fino a 15 milioni o il 3% per la violazione degli altri obblighi, trasparenza inclusa. Sui modelli general purpose la Commissione può arrivare al 3% del fatturato globale o 15 milioni, se maggiore.

🇮🇹 Sul fronte italiano, il contesto in cui questa stretta arriva è di adozione ancora giovane ma in forte accelerazione: le imprese che usano AI sono passate dal 5% del 2023 al 16,4% del 2025, mentre il 58,6% di quelle interessate dichiara di essere frenato dalla carenza di competenze. La compliance, per molte di queste aziende, arriverà prima della competenza.

📉 L'inferenza è appena diventata l'80% più economica

Mentre tutti guardavano le trimestrali, il 30 luglio OpenAI ha tagliato i prezzi dei suoi due modelli GPT-5.6 di fascia bassa. Luna scende dell'80%: 0,20$ per milione di token in input e 1,20$ in output. Terra scende del 20%, a 2$/12$ per milione.

⚙️ Dietro il taglio c'è un guadagno tecnico, non solo commerciale: l'azienda cita oltre il 15% di efficienza in più nella generazione di token grazie a un miglior speculative decoding, beneficio esteso ad API, Codex e ChatGPT. Nella stessa finestra OpenAI ha aperto l'accesso gratuito ai modelli di frontiera a circa 100.000 ricercatori fino al 2027, ha lanciato ChatGPT for Academic Researchers, e il 31 luglio ha esteso il watermarking SynthID all'audio generato con GPT-Live, con uno strumento pubblico di verifica della provenienza. 🔊

Il punto strategico: mentre il costo di addestrare e ospitare l'AI esplode nei bilanci degli hyperscaler, il costo di usarla continua a crollare. Sono due curve che vanno in direzioni opposte, e prima o poi una delle due dovrà spiegarsi.

🇰🇷 K-EXAONE 2.0: la Corea mette 750 miliardi di parametri in open source

Il 31 luglio LG AI Research ha pubblicato su Hugging Face K-EXAONE 2.0, secondo modello del programma nazionale sudcoreano per i foundation model indipendenti.

Le specifiche: 750 miliardi di parametri in architettura Mixture-of-Experts, di cui 37 miliardi attivi, 256 esperti (8 attivati per token), finestra di contesto da 262.144 token, dieci lingue supportate, licenza Apache 2.0 — cioè pienamente permissiva. Sui benchmark: 83,5 su MMLU-Pro, 92,3 su AIME 2026, 68,2 su SWE-Bench Verified, 94,4 su OpenAI-MRCR, con una media di 70,1 su 24 benchmark contro il 63,3 della generazione precedente.

🌍 Sommato al rilascio dei pesi di Kimi K3 della settimana scorsa, il quadro è chiaro: i modelli aperti di frontiera non arrivano più dagli Stati Uniti. Arrivano dalla Cina e dalla Corea, spesso finanziati da programmi statali, e con licenze più permissive di quelle americane.

👓 In breve

🎯 Il succo della settimana

  1. La parola "AI" non è più una tesi d'investimento. Microsoft e Amazon hanno alzato il capex e sono stati premiati; Meta l'ha alzato ed è stata punita del 10%. La differenza non è quanto spendi, è se riesci a mostrare ricavi che corrono più veloci della spesa. Da questa settimana la domanda "quando rientra?" ha smesso di essere retorica e ha iniziato ad avere risposte diverse per aziende diverse.
  2. Il problema di sicurezza dell'AI non è il modello, è tutto quello che gli sta intorno. Due laboratori di frontiera, due incidenti in due settimane, entrambi causati da ambienti mal configurati e scoperti solo con audit retrospettivi su decine di migliaia di run. Nessuna delle vittime si era accorta di nulla. Non è un problema di allineamento: è un problema di ingegneria dei sistemi, e ha una superficie enorme.
  3. Il costo del denaro e il costo della compliance arrivano insieme. Una Fed con tre dissensi al rialzo e un AI Act che da lunedì può multare il 7% del fatturato globale sono due vincoli nuovi che si presentano nello stesso momento a un settore abituato a operare senza nessuno dei due. Il 2026 doveva essere l'anno in cui l'AI dimostrava il ritorno sull'investimento. Sta diventando l'anno in cui impara a farlo con i vincoli.

Alla prossima settimana! 🚀


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