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Newsletter · #18

📒 Il registro dopo la chiusura

Il numero 17 si era chiuso venerdì sera. Sabato 17 sono arrivate le notizie che lo completano: secondo il Financial Times Anthropic offre a Blackstone il 10% su 9 miliardi di debito junior, Jefferies prevede che gli utili dell'AI passino dal quasi 100% del 2026 al 30% del 2027, DeepSeek rilascia un modello da 552 miliardi di parametri con licenza MIT e Meta ritira la clausola sull'addestramento.

Ciao! 👋 Il numero di ieri raccontava una settimana in cui il mercato aveva riprezzato la garanzia. Questo è il numero breve che viene dopo: tutto ciò che è uscito sabato 17 ottobre, a newsletter già chiusa, e che spiega meglio quella di ieri. ☕️

Un avviso di metodo. Molte di queste notizie sono dati di stampa, non confermati dalle aziende: lo dico ogni volta che è il caso.

🧾 Anthropic: il 10% sul debito junior

Secondo il Financial Times, Anthropic avrebbe proposto a Blackstone una cedola del 10% su circa 9 miliardi di dollari di debito junior, dentro un pacchetto da 60 miliardi per comprare capacità di calcolo, soprannominato «Project North Star». Il debito servirebbe a sostenere la spesa in chip.

🧮 Il numero da guardare è il 10%. Il debito senior di un'azienda con i ricavi dichiarati da Anthropic costa meno; la quota junior è quella che assorbe le perdite per prima, e per questo paga di più. Ieri raccontavamo il prezzo della garanzia: qui ce n'è uno con una cifra sopra.

Sullo stesso fronte, secondo The Star Anthropic avrebbe firmato un contratto di locazione ventennale con EverWind a Point Tupper, in Nova Scotia: il suo primo data center in Canada. EverWind parla di oltre 10 miliardi di dollari canadesi (8 per il data center, 2 per l'eolico), con una prima fase da 95 MW a fine 2027 e 420 MW nel 2028. Non ho trovato conferme indipendenti e l'azienda non ha commentato: va letta come notizia da verificare.

📉 Jefferies: il 100% che diventa 30%

Una nota di Jefferies circolata sabato stima che la crescita degli utili delle azioni globali legate all'AI (indice MSCI All Country World) scenda dal quasi 100% atteso per il 2026 a circa il 30% nel 2027 e al 22% nel 2028. I titoli AI trattano a 23 volte gli utili attesi, contro 13 volte per quelli non esposti: un divario che dopo il ribasso della settimana pesa di più.

🔍 Il punto non è che il 30% sia poco: è che un titolo pagato 23 volte l'utile ha bisogno che la crescita resti alta. Quando il tasso scende, il multiplo deve scendere con lui, o deve scendere il prezzo. La nota segnala anche spread del credito in aumento per chi si indebita per costruire infrastrutture AI, che è il capitolo precedente.

Sul rischio tail, Steve Eisman ha detto a The Compound and Friends che un fallimento improvviso di OpenAI manderebbe subito gli Stati Uniti in recessione, citando la pressione dei modelli aperti, più economici, sui prezzi. Non ha previsto che accada: ha misurato quanto pesa.

Dall'altra parte, Jack Clark, cofondatore di Anthropic, al convegno del FMI a Bangkok ha citato uno scenario interno in cui l'AI porta la produzione americana a circa 44.000 miliardi di dollari entro il 2030, il 32% sopra uno scenario senza AI, e ha chiesto regole internazionali «inusuali e serie», con supervisione verificabile e interruttori di spegnimento obbligatori. Le due frasi dello stesso weekend descrivono la stessa scommessa da due lati.

🐋 DeepSeek V4.1-Flash-1017, e l'asticella dei prezzi

Sabato DeepSeek ha pubblicato su Hugging Face, con licenza MIT, il checkpoint V4.1-Flash-1017: un modello agentico sparse-MoE da 552 miliardi di parametri, contesto da 1 milione di token, con una cache chiave-valore al 25% di quella del modello Flash precedente. Aggiunge le API Search e Fetch per il recupero dal web: 0,75 dollari ogni mille richieste riuscite.

Benchmark dichiarati dall'azienda: 77,0 su DeepSWE v1.1, 42,6 su HLE, 92,5 su BabyVision. Sono numeri autodichiarati, non verificati da terzi.

🧠 Perché conta: è il tipo di rilascio che Eisman cita come pressione sui prezzi. Un modello aperto, commerciale senza restrizioni e con la ricerca web inclusa a prezzo fisso toglie a chi vende lo stesso servizio il margine che si aspettava.

🔒 Meta ritira la frase sull'addestramento

Dopo le critiche della News/Media Alliance, secondo The Verge e Unite.ai Meta ha tolto dai nuovi termini commerciali la frase che le avrebbe permesso di addestrare i propri prodotti sui contenuti dei siti collegati agli account business. Resta il crawling, ma l'uso è circoscritto a «pubblicità e prodotti commerciali». I termini entrano in vigore il 30 ottobre.

⚖️ Va letto per quello che è: una frase tolta, non una promessa. La distinzione fra «prodotti» e «addestramento» è quella su cui si discuterà dal 30.

🏗️ In breve

🧭 Il filo

Il numero 17 finiva con una domanda: quel numero è vero, e per quanto tempo? Sabato la risposta è arrivata in tre voci diverse, e nessuna è una smentita.

La prima è il prezzo: 10% sul debito junior. La seconda è il tempo: 100%, 30%, 22%, la curva con cui Jefferies racconta quanto durerà la crescita. La terza è il contesto: un modello aperto da 552 miliardi di parametri che chiunque può scaricare gratis.

Non sono tre notizie sull'AI. Sono tre modi di dire che il mercato sta imparando a leggere il registro: quanto costa il denaro, quanto dura il ritmo, quanto vale ciò che si vende. Il registro in copertina è aperto da sabato, con la matita appoggiata sull'ultima riga. 📒

Appuntamenti: Fed il 28 ottobre, nuovi termini di Meta il 30. Alla prossima. 👋


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