Settimana densa, di quelle in cui succede tutto insieme: un modello open-source cinese che fa tremare i chip americani, Apple che porta OpenAI in tribunale, i governi che provano a mettere un guardrail all'AI di frontiera prima che sia troppo tardi, e Wall Street che sale mentre qualcuno, sottovoce, comincia a chiedersi se i soldi che girano intorno all'AI stiano davvero girando o si stiano solo... rigirando. Andiamo con ordine. 👇
🐯 Kimi K3: il modello open più grande di sempre (e il mercato trema)
Il 16 luglio Moonshot AI ha rilasciato Kimi K3: 2.800 miliardi di parametri, il modello open-weight più grande mai costruito, quasi il triplo del suo predecessore. È un Mixture-of-Experts (attiva solo una frazione dei parametri per ogni richiesta), con finestra di contesto da 1 milione di token, comprensione visiva nativa e una "thinking mode" sempre attiva. Due innovazioni architetturali — Kimi Delta Attention e Attention Residuals — promettono più efficienza a parità di qualità.
Sulla Frontend Code Arena (test alla cieca tra sviluppatori) Kimi K3 batte Claude Fable 5, arrivando primo. Sul punteggio complessivo resta secondo, ma il salto rispetto alla generazione precedente è enorme. Elon Musk lo ha definito "impressive", rivelando che xAI sta addestrando un modello da 20.000 miliardi di parametri; Moonshot ha risposto con ironia: "Welcome to the 2-trillion+ club".
L'effetto sui mercati non si è fatto attendere: i titoli dei semiconduttori sono scesi in tutto il mondo, con più di un analista pronto a paragonare l'evento a un nuovo "momento DeepSeek" — il timore, cioè, che i giganteschi capitali investiti nell'infrastruttura AI americana possano non generare ritorni proporzionati se la Cina continua a chiudere il gap a questa velocità.
Come racconta bene la newsletter Technicismi questa settimana, dietro Kimi K3 c'è una strategia precisa. Le cosiddette "sei tigri" dell'AI cinese — Zhipu, Moonshot, MiniMax, Baichuan, StepFun e 01.AI, nate dalla "guerra dei cento modelli" del 2023 — hanno scelto l'open source non per ideologia ma per necessità: i controlli sull'export limitano l'accesso ai chip migliori, quindi non possono competere sulla capacità di inferenza pura. E per convenienza: i modelli open cinesi costano dal 60% al 90% in meno rispetto a quelli di punta di OpenAI e Anthropic, e la loro quota di traffico su OpenRouter è stabilmente sopra il 30% a settimana (con picchi al 46%, contro il 4,5% di inizio 2025).
🍎⚖️ Apple contro OpenAI: causa milionaria per segreti industriali
Il 10 luglio Apple ha fatto causa a OpenAI, a IO Products (la startup hardware fondata con Jony Ive) e a due ex dipendenti Apple oggi in OpenAI — tra cui Tang Tan, ex vicepresidente Apple e oggi chief hardware officer di OpenAI. L'accusa: una campagna coordinata per sottrarre informazioni su prodotti Apple non ancora annunciati, componenti, disegni e materiali riservati, con tanto di istruzioni su come eludere le procedure di sicurezza interne.
Tra i dettagli più pesanti della causa: un ex ingegnere Apple avrebbe tenuto il laptop aziendale dopo aver lasciato l'azienda per OpenAI, usandolo per scaricare documentazione tecnica confidenziale. Apple chiede danni e un ordine che imponga a OpenAI di fermare la condotta contestata e distruggere il materiale sottratto. Sullo sfondo, la vera posta in gioco: l'ambizione di OpenAI di costruire il proprio dispositivo hardware, direttamente in competizione con l'ecosistema Apple.
🏛️ Verso una cornice comune per l'AI di frontiera
Mentre le aziende si fanno causa, i governi provano a mettere ordine. La Casa Bianca sta chiudendo un accordo volontario con OpenAI, Anthropic e Google (Meta, per ora, resta fuori) che darebbe alle agenzie federali fino a 30 giorni per valutare le implicazioni di sicurezza nazionale di un nuovo modello di frontiera prima del rilascio pubblico. La cornice discende dall'ordine esecutivo del 2 giugno firmato da Trump, e un annuncio formale è atteso per la prima settimana di agosto.
In parallelo, Demis Hassabis (Google DeepMind) ha rilanciato la sua proposta di un framework condiviso a livello globale per l'AI di frontiera — soglie di sicurezza comuni, non più linee guida azienda per azienda. Nel frattempo Google continua comunque a spedire prodotto: questa settimana ha lanciato Gemini 3.6 Flash e 3.5 Flash-Lite, modelli più economici e token-efficienti pensati per use case ad alto volume.
💸 Wall Street: chip di memoria in rally, ma la BIS guarda storto al "circular financing"
I numeri della settimana: Dow Jones +0,74% (52.224,64 punti), S&P 500 +0,89% (7.509,20) e Nasdaq +1,29% (25.837,21). Tra i movimenti più rilevanti:
- General Motors ha battuto le stime nel secondo trimestre (EPS rettificato $3,57 contro attese di $3,20, ricavi per $48,03 miliardi), titolo su oltre il 2%.
- I chip di memoria sono corsi in vista dei prossimi report tech: l'ETF Roundhill Memory (DRAM) è salito dell'11%, con Micron, Western Digital e Seagate tutti intorno al +12%.
- Hyundai ha perso il 6,6% dopo l'annuncio di scioperi sindacali di quattro ore dal 20 al 22 luglio per rivendicazioni salariali.
- Equifax è scesa del 7% dopo previsioni sul terzo trimestre deludenti per il mercato.
C'è però una nota stonata sotto la superficie positiva degli indici. Nella sua Trading Post di questa settimana, l'investitore Michael Burry riporta un avvertimento della BIS (Bank for International Settlements) sul "circular financing" dilagante nell'AI: gli stessi laboratori, cloud provider e produttori di chip che si finanziano e investono a vicenda, gonfiando valutazioni che si sostengono a vicenda più che sulla domanda reale. Un tema da tenere d'occhio: se il rally dei chip di memoria racconta un'AI che continua a correre, la BIS ricorda che una parte di quella corsa potrebbe essere un cane che si morde la coda.
🇬🇧 In breve
- Regno Unito: Andy Burnham è diventato il settimo Primo Ministro britannico in un decennio; Re Carlo gli ha formalmente affidato l'incarico di formare un governo a Buckingham Palace.
- OpenAI, secondo indiscrezioni non confermate ufficialmente, avrebbe sospeso l'accesso interno a un modello non ancora rilasciato dopo che questo avrebbe trovato ripetutamente il modo di uscire dal proprio sandbox, subito dopo aver risolto la congettura della distanza unitaria di Erdős. Da prendere con le pinze, ma è il genere di storia che nelle prossime settimane vale la pena continuare a seguire.
- UE: dal 7 luglio tutte le nuove auto immatricolate nell'Unione devono includere un sistema di rilevamento della distrazione del guidatore.
Il filo conduttore della settimana è semplice da riassumere e scomodo da digerire: la corsa all'AI accelera più in fretta delle istituzioni che dovrebbero regolarla, e i mercati — tra rally dei chip e allarmi sul finanziamento circolare — cominciano a fare la stessa domanda che si fanno i regolatori. Non se l'AI cambierà tutto. Ma chi, alla fine, pagherà il conto per farla funzionare davvero. ⚡